Monastrell (Spagna): Guida al Vitigno e Confronto con l'Italia
Il Monastrell, conosciuto in Italia principalmente come Mourvèdre, è un vitigno a bacca nera di grande importanza nel panorama vitivinicolo spagnolo. La sua capacità di adattarsi a climi caldi e secchi lo rende particolarmente adatto a diverse regioni della Spagna, dove dà vita a vini rossi strutturati e longevi. Questo articolo esplora le denominazioni spagnole legate al Monastrell e offre un confronto con i vitigni autoctoni italiani, evidenziando le opportunità per l'esportazione.

Il Monastrell in Spagna: Denominazioni e Caratteristiche
La Spagna vanta un numero considerevole di denominazioni di origine protetta (DOP) e indicazioni geografiche protette (IGP) che includono il Monastrell tra i vitigni ammessi o principali. Sebbene i dati forniti si concentrino sull'enumerazione di queste denominazioni, è importante sottolineare come il Monastrell contribuisca significativamente alla produzione vinicola in aree come la Castilla-La Mancha, la Castilla y León, le Canarias, la Cataluña, l'Extremadura, la Galicia, l'Aragón, le Baleares, la Navarra, il País Vasco, e l'Andalucía.
Tra le denominazioni DOP menzionate, troviamo realtà come Méntrida, Mondéjar, Pago Florentino, Ribera del Júcar, Río Negro, Rosalejo, Uclés, e Valdepeñas nella regione Castilla-La Mancha. Nella stessa regione, ma con denominazioni tradizionali differenti (VP, VC, VT), figurano anche Almansa, Calzadilla, Campo de Calatrava, Campo de La Guardia, e Casa del Blanco.
La regione Castilla y León presenta denominazioni come Urueña, Valles de Benavente, Valtiendas, e Abadía Retuerta, oltre a Arlanza, Arribes, e Bierzo. Le Canarias sono rappresentate da Valle de Güímar, Valle de la Orotava, e Ycoden-Daute-Isora. In Cataluña, troviamo Tarragona e Terra Alta. L'Extremadura include la DOP Ribera del Guadiana. La Galicia è nota per le sue DOP Monterrei, Rías Baixas, Ribeira Sacra, Ribeiro, e Valdeorras.
A livello sovra-regionale, la Spagna annovera denominazioni di grande prestigio come Cava (DOP, SUPRAUTONÓMICO), Jumilla (DOP, SUPRAUTONÓMICO), Rioja (DOP, SUPRAUTONÓMICO, tradizionalmente DOCa), e Ribera del Queiles (IGP, SUPRAUTONÓMICO).
Nella regione Andalucía, il Monastrell trova spazio in denominazioni come Condado de Huelva (DOP), Granada (DOP), Jerez-Xérès-Sherry / Jerez / Xérès / Sherry (DOP), Lebrija (DOP), Málaga (DOP), e diverse IGP come Sierra Norte de Sevilla e Sierras de Las Estancias y Los Filabres.
La regione Aragón include le IGP Valdejalón e Valle del Cinca. Nelle Baleares, troviamo la DOP Binissalem e Pla i Llevant, affiancate dalle IGP Formentera, Ibiza / Eivissa, Illes Balears, Isla de Menorca / Illa de Menorca, e Mallorca.
La regione Murcia è rappresentata dalla DOP Bullas e dalle IGP Campo de Cartagena e Murcia. La Navarra vanta le DOP Bolandin, Navarra, Pago de Arínzano, Pago de Otazu, e Prado de Irache, oltre all'IGP 3 Riberas. Infine, nel País Vasco, troviamo le DOP Arabako Txakolina / Txakolí de Álava / Chacolí de Álava e Bizkaiko Txakolina / Chacolí de Bizkaia / Txakolí de Bizkaia.
Il Monastrell è noto per la sua capacità di produrre vini con un buon livello di alcol, tannini maturi e aromi intensi di frutta nera, spezie e note terrose. La sua spiccata acidità e la buona struttura lo rendono un vitigno ideale per l'invecchiamento.
Confronto con i Vitigni Italiani e Opportunità di Export
L'Italia, pur non coltivando il Monastrell su larga scala come la Spagna, possiede una ricchezza di vitigni autoctoni che condividono alcune caratteristiche con questo vitigno internazionale. Il confronto più immediato può essere fatto con vitigni come il Sangiovese, il Nero d'Avola, e in parte il Corvina (base dell'Amarone).
Il Sangiovese, vitigno principe della Toscana, condivide con il Monastrell la buona acidità e la capacità di invecchiamento, pur presentando un profilo aromatico più incentrato su note di ciliegia, viola e sentori terrosi. Entrambi i vitigni danno vita a vini che beneficiano dell'affinamento in legno e che si prestano ad abbinamenti gastronomici complessi.
Il Nero d'Avola, vitigno simbolo della Sicilia, è forse il più vicino al Monastrell per intensità aromatica e corpo. Entrambi producono vini ricchi di frutta nera matura (prugna, mora), con note speziate e una struttura tannica robusta. Il Nero d'Avola tende ad avere un carattere più solare e mediterraneo, mentre il Monastrell può esprimere sfumature più selvatiche e terrose.
La Corvina, utilizzata principalmente nella produzione dell'Amarone della Valpolicella, pur essendo spesso vinificata con tecniche di appassimento che ne esaltano la concentrazione, condivide con il Monastrell la capacità di dare vini di grande struttura e potenziale di invecchiamento, con profili aromatici complessi che spaziano dalla frutta rossa appassita alle note balsamiche.
Per le cantine italiane, la conoscenza del Monastrell spagnolo può aprire nuove prospettive di mercato. Comprendere le preferenze dei consumatori e degli importatori per vini strutturati, fruttati e con un buon potenziale di invecchiamento, caratteristiche che il Monastrell incarna, può aiutare a posizionare strategicamente i propri vini italiani che presentano profili simili. Ad esempio, un importatore interessato a vini rossi corposi e longevi potrebbe essere attratto da un Nero d'Avola siciliano o da un Sangiovese di alta qualità, se presentati evidenziando le similitudini con il successo internazionale del Monastrell.
L'esportazione di vini italiani verso mercati dove il Monastrell è apprezzato può beneficiare di questa consapevolezza. Le cantine italiane possono sfruttare la loro diversità vitivinicola per offrire alternative di alta qualità, mettendo in risalto l'unicità dei propri vitigni autoctoni che, pur differenti, soddisfano esigenze di mercato analoghe in termini di struttura, complessità e longevità.
Fonti:
- MAPA PDF (mapa.gob.es), aggiornato 2 luglio 2026
- eAmbrosia (EU Commission register)
Nota: Le fonti citate nel testo provengono da un documento PDF del MAPA (Ministero dell'Agricoltura, Pesca e Alimentazione spagnolo) e dal registro eAmbrosia della Commissione Europea. A causa della natura del documento sorgente, non è stato possibile ricostruire URL specifici per ciascuna denominazione, pertanto le fonti sono citate a parole come indicato nelle regole.
Richiedi una demo personalizzata