Compliance export · Giappone

Esportare vino in Giappone: etichetta e documenti

Redazione Wines Export · Ultimo aggiornamento:

In Giappone quasi tutto passa dall'importatore con licenza: gestisce dogana, accise e la retro-etichetta obbligatoria in giapponese. Con l'accordo di partenariato economico UE-Giappone (EPA) i dazi sul vino europeo sono stati azzerati: serve la prova di origine preferenziale.

I documenti per spedire

  • Fattura commerciale e packing list
  • Attestazione di origine per il trattamento preferenziale EPA (dichiarazione su fattura dell'esportatore registrato REX)
  • Certificato di analisi: gli additivi ammessi in Giappone non coincidono con quelli UE
  • e-DAS/DAE per l'uscita dal regime accise UE

L'etichetta a norma

  • Retro-etichetta in giapponese, applicata di norma dall'importatore prima della vendita
  • Nome del prodotto, gradazione, volume, nome e indirizzo dell'importatore
  • Dichiarazione degli additivi, solfiti inclusi, secondo le regole giapponesi

L'iter, passo per passo

  1. Campionatura e selezione con l'importatore: la decisione passa quasi sempre dall'assaggio
  2. Verifica di conformità su additivi e analisi prima dell'ordine
  3. L'importatore predispone la retro-etichetta giapponese
  4. Spedizione con prova di origine EPA e attenzione alla catena del freddo

Gli errori da evitare

  • Additivi fuori lista giapponese: il lotto si ferma in dogana
  • Perdere il beneficio EPA per mancanza della prova di origine
  • Materiali di vendita solo in italiano o inglese: al buyer serve il giapponese
  • Trasporto senza controllo della temperatura nei mesi caldi

Fonti ufficiali

Le regole cambiano: prima di stampare o spedire, verifica sempre sulla fonte.

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