Etichettatura e documenti per esportare vino
Ogni mercato ha le sue regole: etichetta, documenti doganali, accise, additivi. Qui trovi cosa serve alla cantina, mercato per mercato, con i passi in ordine e i link alle fonti ufficiali — senza giri di parole.
- Mercato · Stati Uniti
Esportare vino negli Stati Uniti: etichetta e documenti
Negli Stati Uniti il vino non si vende "a un cliente": passa da un importatore con licenza federale (Importer's Basic Permit del TTB) e da un'etichetta approvata con il COLA (Certificate of Label Approval). La cantina prepara documenti e etichetta USA insieme all'importatore, che gestisce dogana, accise e conformità.
- Mercato · Germania
Esportare vino in Germania: etichetta e documenti
La Germania è mercato UE: niente dogana, ma contano le accise (circolazione EMCS con e-DAS) e un'etichetta a norma europea con gli allergeni in tedesco. Il vino fermo non sconta accisa in Germania, lo spumante sì: il destinatario deve avere un codice accise valido.
- Mercato · Regno Unito
Esportare vino nel Regno Unito: etichetta e documenti
Dopo la Brexit il Regno Unito è un'esportazione extra-UE a tutti gli effetti: dichiarazione doganale, accise pagate dall'importatore e un responsabile UK (Food Business Operator) in etichetta. Il certificato VI-1 non è più richiesto per importare vino nel Regno Unito, ma la documentazione doganale va preparata bene.
- Mercato · Giappone
Esportare vino in Giappone: etichetta e documenti
In Giappone quasi tutto passa dall'importatore con licenza: gestisce dogana, accise e la retro-etichetta obbligatoria in giapponese. Con l'accordo di partenariato economico UE-Giappone (EPA) i dazi sul vino europeo sono stati azzerati: serve la prova di origine preferenziale.
Cerchi i buyer, non le regole? Vai alle guide importatori per paese.