Guida operativa

Esportare vino in Ecuador: adempimenti doganali e requisiti sanitari 2026

20 luglio 2026

Nave cargo in navigazione al largo: la rotta marittima Italia-Ecuador passa dal Canale di Panama, con partenze settimanali verso Guayaquil Foto: zs Lin / Pexels — immagine generica, nessun riferimento a un vettore specifico.

Il problema pratico: un mercato interessante, ma con una dogana che non perdona gli errori

Un'azienda vitivinicola italiana che riceve una richiesta da un importatore ecuadoriano si trova davanti a un mercato dollarizzato, senza dazio doganale sul vino di origine UE, ma con una procedura documentale che ha poco a che fare con le esportazioni verso Germania, UK o USA. Il container parte da Genova o Livorno, attraversa il Canale di Panama e arriva a Guayaquil dopo 30-35 giorni di transito — una settimana in più se la partenza avviene da porti del Centro/Sud Italia o dell'Adriatico. Se nel frattempo la documentazione non è pronta, il vino resta bloccato in zona portuale primaria, con costi di deposito che si accumulano giorno per giorno.

Il punto critico non è il dazio — che per il vino italiano è azzerato — ma la sequenza di adempimenti locali che l'importatore ecuadoriano deve completare prima di poter vendere una sola bottiglia: dichiarazione doganale su Ecuapass, Registro Sanitario ARCSA, etichette fiscali SENAE. Conoscerli in anticipo, come export manager, è ciò che distingue una spedizione fluida da un container fermo in porto.

Il quadro doganale: Ecuapass, etichette fiscali e Registro Sanitario

Tutta l'importazione a consumo di bevande alcoliche in Ecuador passa dal sistema informatico Ecuapass, gestito dal Servicio Nacional de Aduana del Ecuador (SENAE): trasmissione della dichiarazione doganale, pagamento della liquidazione tributaria, verifica/aforo della merce e ritiro. È un trámite a carico dell'importatore locale, ma la cantina italiana deve garantire coerenza tra fattura e documento di trasporto per non generare osservazioni in fase di aforo.

Il passaggio più specifico — e più spesso sottovalutato — riguarda le etiquetas fiscales: il SENAE, con la Risoluzione SENAE-DGN-2015-0185-RE (riformata da SENAE-SENAE-2019-0079-RE), rende obbligatorie etichette fiscali non riutilizzabili e tracciabili elettronicamente per whisky, vodka, tequila, vino e rum importati (esclusa la birra). Dopo lo sdoganamento l'importatore riceve la notifica di emissione e deve ritirarle fisicamente entro 2 giorni lavorativi, applicarle sulle bottiglie e confermarne l'apposizione su Ecuapass prima della commercializzazione: se questo passaggio slitta, la merce resta bloccata in zona primaria doganale con costi extra.

A monte, per gli alimenti processati — categoria in cui l'Ecuador inquadra le bevande alcoliche — l'Agencia Nacional de Regulación, Control y Vigilancia Sanitaria (ARCSA) richiede un Registro Sanitario o, nei casi ammessi, un Certificado de Requerimiento o No de Registro Sanitario, ottenibile solo tramite la Ventanilla Única Ecuatoriana (VUE). Il certificato costa USD 37,18, ha validità di 60 mesi e viene emesso entro 15 giorni lavorativi se la documentazione è completa (fino a due rettifiche ammesse, poi la pratica si annulla). Serve scheda tecnica del prodotto, composizione qualitativa/quantitativa, certificato di libera vendita o sanitario del paese d'origine ed etichetta proposta, già conforme alla normativa ecuadoriana in spagnolo.

Infine, per beneficiare del trattamento tariffario preferenziale dell'Accordo Ecuador-Unione Europea, l'INEN (Servicio Ecuatoriano de Normalización) richiede il Certificado de circulación EUR.1 o una dichiarazione in fattura come prova dell'origine UE: senza questo documento il beneficio daziario non è applicabile in dogana.

Fiscalità: dazio zero, ICE e IVA al 15% "a cascata"

Il vino di origine UE gode di un vantaggio competitivo strutturale: grazie all'Accordo Commerciale Multiparte Ecuador-Unione Europea, in vigore da gennaio 2017, è esente da dazio doganale all'importazione, a differenza per esempio del whisky Bourbon statunitense, che sconta dazio non avendo gli USA un accordo commerciale con l'Ecuador. Il beneficio è condizionato alla presentazione dell'EUR.1 o della dichiarazione in fattura. Un articolo di Primicias segnala però che il 2026 è l'ultimo anno del calendario di disgravazione tariffaria negoziato con l'UE, con lo 0% definitivo per la maggior parte dei prodotti europei dal 2027 — il vino non rientra tra le eccezioni residue, riservate a pochi prodotti agricoli come la patata fresca.

Il livello più delicato è l'ICE (Impuesto a los Consumos Especiales), rivisto ogni gennaio dal Servicio de Rentas Internas (SRI) in base al meccanismo di aggiustamento inflativo di legge: per il 2026 il SRI ha pubblicato la Risoluzione NAC-DGERCGC25-00000041, e testate come NMS Abogados ed Expreso confermano una tariffa ICE per bevande alcoliche rivista al rialzo rispetto al 2025 (quando la tariffa specifica era di USD 10,30 per litro di alcol puro). Il valore esatto in vigore per il 2026 non è stato reperibile da fonte primaria diretta al momento della stesura: prima di finalizzare il pricing va richiesto all'importatore o al consulente fiscale locale l'aggiornamento puntuale, senza basarsi su cifre 2025 ormai superate. L'ICE è di tipo misto: una componente specifica per litro di alcol puro più una componente ad valorem sul prezzo ex fabbrica/ex dogana maggiorato di un margine minimo (tipicamente il 25%) o sul prezzo al pubblico raccomandato.

Sopra ICE e dazio si applica l'IVA al 15%, in vigore dal 1° aprile 2024 e confermata anche per il 2026 in assenza di un nuovo decreto esecutivo. Il calcolo è "a cascata": prima l'ICE sulla base imponibile, poi l'IVA sul subtotale comprensivo di ICE — un errore su questo ordine può portare al rigetto del comprobante elettronico da parte del SRI. Il soggetto tributario responsabile del pagamento di dazio (se dovuto), ICE e IVA è sempre l'importatore ecuadoriano tramite Ecuapass; la cantina italiana non ha obblighi fiscali diretti in Ecuador, ma deve garantire che fattura e documentazione riflettano correttamente il valore CIF e l'origine UE.

Etichettatura: due regolamenti INEN e nessuna scorciatoia

L'etichetta del vino importato in Ecuador deve rispettare contemporaneamente il RTE INEN 022 (2R), che qualifica le bevande alcoliche come "alimento processato", e il RTE INEN 189, specifico per whisky, vino e liquori. La documentazione tecnica va tradotta ufficialmente in spagnolo, ed è richiesta anche in fase di Registro Sanitario ARCSA. Sul pannello principale della bottiglia devono comparire nome dell'importatore ecuadoriano, contenuto alcolico, contenuto netto e nome del prodotto, con caratteri chiari e indelebili — un dettaglio di posizionamento spesso diverso dalle abitudini UE. È inoltre obbligatoria l'avvertenza sanitaria prevista dalla norma NTE INEN 1334-1, da riprodurre integralmente e non parafrasata. Non esiste un'esenzione duty free applicabile al vino: il RTE INEN 189 si applica a tutte le bevande alcoliche commercializzate in Ecuador.

Riepilogo operativo: documenti, costi e tempi

AdempimentoEnte competenteCostoTempi indicativi
Registro Sanitario / Certificado ARCSAARCSA (via VUE)USD 37,1815 giorni lavorativi; validità 60 mesi
Etichette fiscali (etiquetas fiscales)SENAEA carico importatoreRitiro entro 2 giorni lavorativi dalla notifica
Certificato EUR.1 (dazio zero UE)Dogana italiana / INENDa predisporre prima della spedizione
Transito marittimo Italia-GuayaquilCompagnie marittime30-35 giorni (Canale di Panama)
IVA su vino importatoSRI15% "a cascata" su base + ICEApplicata in dogana

Fonti: SENAE, ARCSA, INEN, SRI — vedi link in fondo all'articolo.

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Conoscere i documenti doganali è il primo passo, ma la domanda che conta per una cantina è un'altra: quali importatori sono davvero attivi su un mercato come l'Ecuador, e come si comportano nella pratica commerciale — Incoterm, pagamento, canale di vendita. Wines Export lavora come export manager esterno per cantine italiane che vogliono affrontare mercati come USA, Germania e UK con un metodo strutturato, non con tentativi isolati.

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