Gli autoctoni italiani

L'Italia ha il patrimonio di vitigni autoctoni più ricco del mondo, ed è questa — non un singolo vino — la sua vera rendita di posizione sui mercati esteri: nessun altro paese può offrire a un importatore una gamma comparabile di uve che esistono solo lì.
Il capitolo la percorre in modo sistematico: i rossi autoctoni del Nord, dal Nebbiolo alla Corvina; i rossi del Centro-Sud, dal Sangiovese al Nero d'Avola; i bianchi autoctoni, spesso sottovalutati e oggi in piena riscoperta commerciale. La quarta scheda ribalta la prospettiva: come si comportano i grandi vitigni internazionali quando vengono coltivati in Italia, e dove hanno trovato una seconda casa. Chiude il recupero dei vitigni rari — il lavoro di vivaisti, università e produttori che sta riportando in produzione uve quasi estinte, e che alimenta la fascia più curiosa del mercato.
Ogni scheda tiene insieme ampelografia e uso commerciale: caratteri dell'uva, stili di vino che ne derivano, e dove ciascun vitigno trova i suoi compratori.