Lapola: un vitigno autoctono italiano per il mercato globale
Il vitigno Lapola, con la sua storia secolare e le sue caratteristiche uniche, rappresenta un'opportunità concreta per le cantine italiane che desiderano espandere la propria presenza sui mercati internazionali. Comprendere a fondo le sue peculiarità, dalla coltivazione alla vinificazione, è il primo passo per valorizzare questo autoctono e posizionarlo con successo all'estero. Approfondimento: MASAF — Registro Nazionale delle Varietà di Vite.
Quali sono le origini storiche del vitigno Lapola?
Le prime documentazioni sul vitigno Lapola risalgono al 1299, attestate da atti notarili. Questo antico vitigno, noto anche con numerosi sinonimi come Ribola o Ribolla, affonda le sue radici nel Friuli-Venezia Giulia, testimoniando una lunga e consolidata tradizione vitivinicola nella regione.
La sua longevità storica è un punto di forza per l'export, poiché i mercati internazionali ricercano sempre più storie autentiche e legami territoriali profondi. La tradizione del Lapola offre un racconto avvincente, capace di attrarre consumatori interessati a vini con un'identità ben definita e un patrimonio culturale significativo.
Quali sono le esigenze colturali del vitigno Lapola?
Il Lapola predilige terreni argillosi asciutti o alluvionali, purché sia assicurata un'adeguata idratazione estiva. Si adatta a diverse tipologie di suolo, ma prospera in quelli freschi, fertili e profondi. Le forme d'allevamento espanse con potature lunghe sono indicate, con la possibilità di meccanizzazione della vendemmia.
Per ottimizzare la qualità, si consigliano terreni calcarei esposti a sud e forme di allevamento a spalliera con potature medio-lunghe. L'irrigazione può aumentare la produzione, ma potenzialmente a scapito della qualità finale del vino.

Qual è la sensibilità del Lapola alle malattie e alle avversità?
Il vitigno Lapola presenta una sensibilità media alla peronospora e una discreta resistenza alla botrite e al marciume acido. È invece suscettibile all'oidio e alla fillossera. Queste caratteristiche richiedono una gestione agronomica attenta per garantire la salute delle viti e la qualità del raccolto, aspetti fondamentali per un'esportazione di successo.
Come si presentano le caratteristiche ampelografiche del Lapola (germoglio, foglia, grappolo, acino)?
L'apice del germoglio è lanuginoso e bronzeo. La foglia adulta è di taglia media o grande, orbicolare, con tre o cinque lobi e lembo leggermente ondulato. Il grappolo è medio-piccolo, compatto, conico o cilindrico-conico, talvolta alato. Le bacche sono sferiche o leggermente ovoidali, di colore giallo-verde, con buccia di spessore intermedio e polpa incolore, succosa e neutra.
La variabilità nel peso del grappolo (tra 110g e 300g) e nella produzione per ceppo (1.5-5.5 kg) evidenzia l'influenza delle condizioni di coltivazione sulle rese e sulla qualità.
Quali sono le caratteristiche del mosto del vitigno Lapola?
Le analisi del mosto indicano mediamente zuccheri intorno a 20.45 °Brix e un'acidità di 9.5 g/l, con un pH di 3.16. Altre rilevazioni riportano un'acidità tra 7.0-10.0%o e zuccheri tra 17.0-20.0%, con punte fino al 23% in determinate contestualizzazioni.
Questi valori suggeriscono un potenziale per la produzione di vini con un buon equilibrio zuccherino e un'acidità che può conferire freschezza, caratteristiche apprezzate sui mercati internazionali.

Che tipo di vino si ottiene dal vitigno Lapola?
Il vino derivato dal Lapola si presenta con un intenso colore rosso rubino, sentori di mora e marasca, e un aroma marcato di spezie. È mediamente alcolico e piuttosto tannico. Altre descrizioni lo indicano come corposo, armonico, leggermente acido e fresco, o giallo paglierino, vellutato e sapido.
Questa diversità nelle descrizioni evidenzia la versatilità del Lapola, capace di dare origine a differenti stili di vino a seconda delle tecniche di vinificazione e delle condizioni di terroir.
Come può essere utilizzato il vitigno Lapola e qual è il suo potenziale di esportazione?
Il Lapola viene tradizionalmente vinificato in purezza o in uvaggio con il Refosco dal peduncolo rosso, arricchendolo di complessità aromatica e note speziate. La sua versatilità permette di produrre vini da tavola, da dessert, spumanti o vini liquorosi, ampliando il suo appeal su diversi mercati.
Il suo potenziale di esportazione è elevato grazie alla sua storia, alla sua versatilità, al suo profilo aromatico distintivo e alla possibilità di creare uvaggi unici. La comunicazione della sua eredità friulana e delle sue caratteristiche uniche è fondamentale per attrarre consumatori esteri alla ricerca di autenticità e qualità.
Domande Frequenti
Il vitigno Lapola è adatto a tutti i climi per l'esportazione?
Il Lapola predilige terreni freschi, fertili e profondi, e terreni calcarei esposti a sud per la qualità. La sua adatt